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Osuf
La TV, digitale o analogica, dimentica i diritti dei disabili audiovisivi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 20 Maggio 2012 18:41

Proprio nei giorni in cui anche in Abruzzo si passa dal sistema analogico a quello digitale e la televisione si sviluppa per ciò che attiene qualità e quantità dei canali, è il caso di segnalare una questione: quella dei sottotitoli per i disabili audiovisivi. Nelle reti Rai è sottotitolato per i non udenti soltanto il 60-70% dei programmi, mentre l'audio-descrizione è presente soltanto un'ora e mezza alla settimana. Quasi del tutto assente nelle televisioni private, da Mediaset a La 7. E’ esattamente il contrario di quanto accade in paesi come il Regno Unito, dove il 100% dei programmi Bbc sono sottotitolati, con le televisioni private che ne coprono quasi il 90%. Per quanto riguarda l'audio-descrizione, la Bbc ha più del 20% di programmazione, mentre alcune tv commerciali superano il 40%.

"In Italia manca la cultura della tv per i disabili audiovisivi" afferma Federico Spoletti, presidente della società di apparecchi di sottotitolazione Sub-Ti, il quale tra l’altro denuncia che all'incontro nazionale sulla televisione accessibile tenutosi recentemente al cinema Odeon di Firenze "nonostante un invito ufficiale, non si sono presentate le grandi emittenti pubbliche e private ". "Molte tv italiane – aggiunge Spoletti - giustificano questa carenza per la mancanza di fondi, ma le spese per questo tipo di apparecchiature sono assolutamente irrisorie".

In Italia i non udenti o parzialmente non udenti sono oltre 8 milioni, mentre i ciechi o ipovedenti quasi un milione.

 
VIAGGI E TEMPO LIBERO, NOTRE DAME DE PARIS IN LIS PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 20 Maggio 2012 18:38


Foto di un orecchio

L'Accademia Europea Sordi Onlus - Scuola Interpreti LIS presenta in anteprima mondiale il musical Notre Dame de Paris di David Zard in versione per i sordi in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Sottotitolata. Appuntamento a Roma il 23 maggio alle ore 21.00 presso il Teatro Orione (Via Tortona, 7).

L'iniziativa si pone come obiettivo il superamento delle barriere alla comunicazione consentendo alle persone sorde di seguire l'opera insieme agli udenti, garantendo così l'applicazione di un diritto sancito dalla Convenzione Onu per le persone in condizioni di Disabilità.

Per l'occasione saranno presenti, oltre che allo stesso Zard, molte autorità e personaggi del mondo dello spettacolo. 
Testimonial dell'evento è Giò Di Tonno che ha ottenuto consensi nella prima edizione del Notre Dame De Paris nell'interpretazione di Quasimodo, il Gobbo di Notre Dame.

L'evento musicale, di circa due ore, ha la caratteristica di essere accessibile alle persone sorde grazie all'uso delle tecnologie e dell'interpretazione della LIS in Perfomance Interpreter.

Gli attori segnanti sono: Laura Santarelli (Regia- Gobbo), Francesca Fantauzzi (Esmeralda), Carlo Wialletton (Frollo), Caterina Musio (Coplin), Manolo Vacca (Febo), Federica Comandè (Fiordaliso) con la partecipazione del coro della Interpreti LIS.

Apre la serata Stefano Campagna del TG UNO RAI.
Ideatrice del progetto è Laura Santarelli del TG UNO RAI LIS, figlia di sordi, già proveniente da esperienze teatrali musicali per sordi nelle edizioni di Sostieni le Mie Mani 1 e 2, alle quali è stata conferita la Medaglia al merito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
L'evento è Patrocinato dall'Istituto Statale Sordi di Roma.

Per acquistare il biglietto occorre contattare il numero 3477271852 oppure scrivere a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. pagina face book 
https://www.facebook.com/pages/Notre-Dame-de-Paris-in-LIS/167830246677728

Il teatro é accessibile anche dalle persone con difficoltà motorie.

Informazioni tratte dalla pagina internet dedicata all'evento

Fonte: www.superabile.it

 
Sottotitoli per non udenti in tv: Gran Bretagna prima, Italia sesta PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 13 Maggio 2012 17:01

FIRENZE, 10 MAG – La Gran Bretagna e' capofila per quel che riguarda l'accessibilita' della televisione pubblica per i non udenti con la BBC (British Broadcasting Corporation) che sottotitola il 100% dei programmi.
A seguire Olanda con il 95%, Belgio e Francia 90%, Irlanda 80%, l'Italia con il 70%, la Spagna con il 60% e i fanalini di coda Germania, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania e Lussemburgo. Sono i dati sull'accessibilita' della televisione pubblica in Europa forniti oggi al cinema Odeon di Firenze durante il convegno nazionale 'La televisione accessibile in Italia' organizzato dalla societa' di apparecchi di sottotitolazione Sub-Ti (dati forniti dal 'Report Europeo del 2011, State Of Subtitling Access').
''L'Italia e' indietro – ha detto Federico Spoletti di Sub-Ti – rispetto alla media europea. Un dato importante e' quello dell'assenza dei sottotitoli nelle televisioni private, da Mediaset a La 7 (nonostante l'avvento del digitale terrestre)'', che peraltro, ''nonostante un invito ufficiale, non si sono presentate all'incontro di oggi''. Per quel che riguarda l'audio-descrizione (tecnologia dedicata ai non udenti) e' sempre la Bbc la piu' virtuosa con il 20% di programmi con questa tecnica. ''Molte tv italiane – ha detto Spoletti – giustificano questa carenza con la mancanza di fondi, ma le spese per questo tipo di apparecchiature sono assolutamente irrisorie''.
Fonte: www.blitzquotidiano.it

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Maggio 2012 17:57
 
Sottotitoli audiovisivi: ‘le tv italiane non hanno sensibilità’ PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 13 Maggio 2012 17:05

In Italia manca la cultura della tv per i disabili audiovisivi”. E’ quanto affermato da Federico Spoletti, presidente della società di apparecchi di sottotitolazione Sub-Ti nel corso dell’incontro nazionale sulla televisione accessibile tenutosi stamattina al cinema Odeon di Firenze. “Nelle reti Rai è sottotitolato per i non udenti soltanto il 60-70% dei programmi – spiega Spoletti basandosi su dati raccolti dal report europeo ‘State of subtitles access’ -, mentre l’audio-descrizione è presente soltanto un’ora e mezza alla settimana. Quasi del tutto assente nelle televisioni private, da Mediaset a La 7”, che peraltro, “nonostante un invito ufficiale, non si sono presentate all’incontro di oggi”.
Tutto il contrario, o quasi, di quello che avviene in paesi come il Regno Unito, afferma Spoletti, una delle nazioni più virtuose, dove, afferma il presidente di Sub-Ti, “il 100% dei programmi Bbc sono sottotitolati, mentre le televisioni private hanno quasi il 90% di programmi con sottotitoli”. Per quanto riguarda l’audio-descrizione, “la Bbc ha un buon 20% di programma con questa tecnica, mentre alcune tv commerciali superano il 40%”. “Molte tv italiane giustificano questa carenza per la mancanza di fondi, ma le spese per questo tipo di apparecchiature sono assolutamente irrisorie”.
L’Italia, spiega ancora Spoletti, si colloca circa a metà della graduatoria dei paesi che hanno adottato tecnologie di sottotitolazione audiovisiva. In cima alla classifica, oltre al Regno Unito, troviamo il Belgio e l’Olanda. A metà classifica la Spagna e fanalini di coda Cipro, Malta e Lussemburgo. Secondo Spoletti, una tecnica importante per far dotare le reti televisive di programmi di sottotitolazione, sarebbe la “sponsorizzazione di tali programmi da parte di società provate, proprio come avviene in altri paesi europei”. In Italia i non udenti o parzialmente non udenti sono oltre 8 milioni, mentre i ciechi o ipovedenti quasi un milione.
Fonte: www.improntalaquila.org – 10 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Maggio 2012 17:57
 
"CINEDEAF": i vincitori della prima edizione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 07 Maggio 2012 19:40


cinedeaf-2012     * Condividi           o Mister Wong           o Digg           o Del.icio.us           o Slashdot           o Furl           o Yahoo           o Technorati           o Newsvine           o Googlize this           o Blinklist           o Facebook           o Wikio     o     * Ascolta questo testo     * PDF     * Stampa     * E-mail     * Tags           o Cinedeaf           o vincitori 2012           o Raffaele Cagnazzo           o Massimiliano Giovannardi           o Elisabetta Pandimiglio           o Un aretino sul tetto del mondo           o Simone De Palma           o Mario D’Agata           o I’m deaf and I didn’t know           o Igor Ochronowicz           o Sandrine Herman           o Deaf Jam           o Judy Lieff           o Fairytale of London town           o Luis Neethilng           o The end           o Ted Evans           o Quiet signs of love           o John Nikalakopoulos  	 Hits	smaller text tool icon	medium text tool icon	larger text tool icon  cinedeaf-2012(PRIMAPRESS) ROMA – Si conclude la prima edizione di Cinedeaf, neonato festival capitolino dedicato al cinema sordo che con un’insolita programmazione ha riempito di ‘segni’ gli occhi ed il cuore di tutti gli astanti. Dopo una tre giorni tutta da vedere la giuria, composta da Raffaele Cagnazzo, Massimiliano Giovannardi ed Elisabetta Pandimiglio, ha decretato le opere più meritevoli per le quattro categorie in concorso. A salire sul podio è l’italiano “Un aretino sul tetto del mondo” del giovanissimo Simone De Palma che narra la storia di Mario D’Agata, pugile aretino mai andato K.O. sul ring come nella vita.  Miglior documentario udente è, invece, il francese “I’m deaf and I didn’t know” di Igor Ochronowicz, un’opera dal contenuto educativo-divulgativo sul tema dell’identità di essere sordo. A ritirare il premio, l’attrice Sandrine Herman che esprime al di là del riconoscimento, l’importanza della diffusione della cultura sorda nel mondo. A “Deaf Jam” di Judy Lieff va la menzione speciale della giuria.  Ex aequo nella categoria miglior corto sordo “Fairytale of London town” dell’inglese Luis Neethilng e “The end” di Ted Evans. Ad aggiudicarsi il premio per il miglior corto udente è, invece, “Quiet signs of love” di John Nikalakopoulos che racconta la storia di un amore che trascende le diversità di linguaggio. (PRIMAPRESS)(PRIMAPRESS) ROMA – Si conclude la prima edizione di Cinedeaf, neonato festival capitolino dedicato al cinema sordo che con un’insolita programmazione ha riempito di ‘segni’ gli occhi ed il cuore di tutti gli astanti. Dopo una tre giorni tutta da vedere la giuria, composta da Raffaele Cagnazzo, Massimiliano Giovannardi ed Elisabetta Pandimiglio, ha decretato le opere più meritevoli per le quattro categorie in concorso. A salire sul podio è l’italiano “Un aretino sul tetto del mondo” del giovanissimo Simone De Palma che narra la storia di Mario D’Agata, pugile aretino mai andato K.O. sul ring come nella vita.

Miglior documentario udente è, invece, il francese “I’m deaf and I didn’t know” di Igor Ochronowicz, un’opera dal contenuto educativo-divulgativo sul tema dell’identità di essere sordo. A ritirare il premio, l’attrice Sandrine Herman che esprime al di là del riconoscimento, l’importanza della diffusione della cultura sorda nel mondo. A “Deaf Jam” di Judy Lieff va la menzione speciale della giuria.

Ex aequo nella categoria miglior corto sordo “Fairytale of London town” dell’inglese Luis Neethilng e “The end” di Ted Evans. Ad aggiudicarsi il premio per il miglior corto udente è, invece, “Quiet signs of love” di John Nikalakopoulos che racconta la storia di un amore che trascende le diversità di linguaggio. (PRIMAPRESS)

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Maggio 2012 17:58
 
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